sabato 1 marzo 2014

LETTERA APERTA AL SINDACO DI PERUGIA

AI CITTADINI BISOGNA DIRE TUTTA LA VERITA' SU QUANTO RIGUARDA GLI SPRECHI DELLA SUA GESTIONE E NON PRENDERLI IN GIRO COME STA' FACENDO PER QUANTO RIGUARDA IL MINIMETRO' . DA UNA PARTE SI DICHIARA CHE IL CONTRATTO DI SERVIZIO CHE IL COMUNE PAGHERA' ALLA MINIMETRO' SARA' SEMPRE MENO ANNO PER ANNO MENTRE DALL'ALTRA PARTE SI AUMENTANO ANNO PER ANNO IL COMPENSO PER IL MANCATO INTROITO DEI BIGLIETTI INFATTI NEGLI ULTIMI ANNI FINO AL 2012 IL COMPENSO ERA INTORNO AL MILIONE E DUECENTO MILA EURO MENTRE SOLO PER IL PRIMO TRIMESTRE 2013 GLI E' STATA DELIBERATA LA MODICA CIFRA DI EURO UN MILIONE E CENTO SESSANTAMILA EURO SE TANTO MI DA TANTO NEL 2013 LA CIFRA PER IL MANCATO INTROITO SARA' DOPPIA RISPETTO AGLI ALTRI ANNI. CARO SINDACO SAREBBE OPPORTUNO ED ONESTO AMMETTERE CHE LA REALIZZAZIONE DI DETTA OPERA E' STATO UN ERRORE BASTA GUARDARE LE CIFRE , SE VENGONO VIDIMATI 7,700 BIGLIETTI GIORNALIERI E CONSIDERANDO CHE LA MAGGIOR PARTE DEI VIAGGIATORI FA IL VIAGGIO DI ANDATA E RITORNO IL CONTO E' PRESTO FATTO I VIAGGIATORI CHE PRENDONO GIORNALMENTE IL MINIMETRO' SONO 3.800 DI FRONTE AD UNA POPOLAZIONE DEL COMUNE DI PERUGIA DI OLTRE 160 MILA ABITANTI , FATE VOI IL CONTO DI QUALE FALLIMENTO SI PARLA

I TAGLI CHE LA NUOVA SOCIETA' SARA' COSTRETTA A FARE

E' NATURALE CHE BUS ITALIA SIA VENUTA PER FARE UN UTILE NESSUNO VIENE AD INVESTIRE SOLDI SU UNA SOCIETA' IN PERDITA E QUINDI FARA' QUELLO CHE GLI ENTI PUBBLICI IN QUESTI ANNI NON HANNO FATTO PER QUANTO RIGUARDA I SERVIZI .
LA REGIONE LE PROVINCE I COMUNI DOVREBBERO ESSERE I PRIMI A FARE MEA CULPA POICHE' NEL 2003 DICEMBRE E' STATO APPROVATO IL PIANO REGIONALE DEI TRASPORTI CON DELLE REGOLE PRECISE CHE PERO' NON SONO MAI STATE RISPETTATE ANZI OGNUNO PUR DI ACCONTENTARE POCHI CITTADINI HANNO EMANATO SERVIZI CHE SAPEVANO BENISSIMO CHE SAREBBE STATA UNA RIMESSA DI DENARO E CHE ANDAVANO CONTRO  LE LINEE GUIDA DEL PIANO REGIONALE DEI TRASPORTI .
DA MARZO IN POI GLI ENTI PUBBLICI LASCERANNO CARTA BIANCA ALLA NUOVA SOCIETA' DI FRONTE A DEI TAGLI DEI SERVIZI MOLTO IMPORTANTI ED AD UN AUMENTO DELL'ORARIO DI LAVORO DEI DIPENDENTI. IN PRATICA UNA PREVISIONE POTREBBE ESSERE CHE SE UN SERVIZIO NON ASSICURI UN MINIMO DI 20 PERSONE TRASPORTATE QUESTO SERVIZIO VADA TOLTO . SPERO CHE QUESTA MIA PREVISIONE SIA ERRATA MA HO MOLTI DUBBI . QUANDO CARI CITTADINI ANDRETE A VOTARE RICORDATEVI DI QUELLO CHE VI HANNO FATTO E FINO AD OGGI DOVE ERA L'OPPOSIZIONE ?

LA POLITICA SE NE LAVA LE MANI PER UMBRIA MOBILITA'

NEGLI ULTIMI 10 ANNI LA POLITICA PUR DI ACCAPARRARSI VOTI HA DATO SERVIZI DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE A TUTTI I CITTADINI CHE NE FACEVANO RICHIESTA ACCONTENTANDOLI IN TUTTO PER UN PUGNO DI VOTI.
HA LASCIATO CARTA BIANCA A TUTTI I VARI CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE CHE SI SONO SUSSEGUITI NEGLI ANNI , VANTANDONE IL COMPORTAMENTO ED I RISULTATI , APPROVANDO I VARI BILANCI PER TROVARSI POI ALLE CONDIZIONI ATTUALI VERAMENTE DISASTROSE. ANCHE I REVISORI DEI CONTI NEI VARI ANNI HANNO APPROVATO I BILANCI SEMPRE IN POSITIVO FIN TANTO CHE NON E' INTERVENUTA LA PROCURA ED IN QUESTO CASO IL BILANCIO SI E' CHIUSO IN PASSIVO CON BEN € 7.964.253,00 , LA DOMANDA COME MAI L'ANNO PRIMA AVEVA CHIUSO CON UN UTILE DI CIRCA 67 MILA EURO ? COSA E' SUCCESSO NEL 2012 ?
SPERIAMO CHE LA PROCURA RIESCA A FARE CHIAREZZA ANCHE PERCHE' ANCORA OGGI E' DIFFICILE STABILIRE IL VERO DEBITO TOTALE DI UMBRIA MOBILITA' .
SAREBBE OPPORTUNO CHE TUTTE LE ASSOCIAZIONI IN DIFESA DEI CONSUMATORI SI ORGANIZZINO PER COSTITUIRSI PARTE CIVILE IN UN FUTURO PROCESSO , SE CI SARA' , E COMUNQUE UN FATTO CERTO E' CHE NON BASTERANNO I 50 MILIONI CHE DOVRANNO ARRIVARE DAL LAZIO MA I CITTADINI TUTTI PER RISANARE L'AZIENDA DOVRANNO PAGARE LE TASSE AL MASSIMO PER I PROSSIMI 30 ANNI 

mercoledì 12 febbraio 2014

DETERMINA PER PAGARE FATTURA MINIMETRO'

NELL'ANNO 2012 IL COMUNE DI PERUGIA HA PAGATO UNA SOLA VOLTA LA CIFRA , LEGGERMENTE INFERIORE, CHE INVECE PAGA PER I PRIMI 6 MESI DEL 2013 PER FORTUNA CHE SI VUOLE COSTRUIRNE UN ALTRO PINCETTO -- MONTELUCE MA QUANTO CI COSTA ?


FINALMENTE DOMANDA SERIA SUGLI SPRECHI A PERUGIA

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03499

Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 169 del 07/02/2014
Firmatari
Primo firmatario: GALLINELLA FILIPPO
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 07/02/2014
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatarioGruppoData firma
CIPRINI TIZIANAMOVIMENTO 5 STELLE07/02/2014
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI delegato in data 07/02/2014
Stato iter: 
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03499
presentato da
GALLINELLA Filippo
testo di
Venerdì 7 febbraio 2014, seduta n. 169
GALLINELLA e CIPRINI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
diverse fonti stampa riportano la notizia che il Governo avrebbe aperto alla possibilità di rifinanziare la legge n. 211 del 1992 sulla mobilità alternativa, grazie alla quale, tra le altre cose, è stata realizzata tra il 2001 ed il 2008 la linea di Minimetrò nella città di Perugia;
una tale apertura – sempre secondo quanto si apprende da diversi articoli del Giornale dell'Umbria – avrebbe indotto il comune umbro e la società realizzatrice dell'opera, la Minimetrò spa, a predisporre il progetto, finalizzato alla richiesta di finanziamento a fondo perduto, per la realizzazione della seconda tratta del Minimetrò che dovrebbe collegare le zone di Pincetto e Monte Luce;
il Minimetrò perugino è un'opera costata circa 98 milioni di euro (finanziata per il 60 per cento dai ministeri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e per il restante 40 per cento da soggetti privati) ma che continua a costare alla città umbra circa 25 mila euro al giorno, senza contare il costo del biglietto;
è evidente che l'impatto dell'infrastruttura incide molto sull'economia della città, ma non incide altrettanto sulla diminuzione del traffico privato: a fronte di una capacità di 18/20 mila passeggeri al giorno, ne serve meno di 10 mila. Ciò è dovuto con molta probabilità al fatto che la tratta realizzata non risponde alle esigenze dei cittadini, in quanto i luoghi di lavoro ormai si trovano soprattutto nella parte bassa della città, mentre il Minimetrò collega alla parte alta del centro storico;
le fermate del Minimetrò non risultano efficientemente collegate con gli altri mezzi pubblici operanti sul territorio perugino e ciò ne rende più complicata la fruizione da parte dei cittadini;
molte associazioni, gruppi o singoli cittadini, hanno espresso forti critiche su quest'opera e soprattutto su un suo possibile, quanto paventato, completamento, in quanto l'eventuale denaro messo a disposizione dallo Stato potrebbe servire a potenziare e migliorare il trasporto locale già esistente e non certo a realizzare una struttura che, pur avendo un'elevata sostenibilità ambientale, comporterebbe, in fase di realizzazione, un grosso impatto sul territorio perugino non introducendo, come dimostrato dai dati degli ultimi sette anni, adeguati benefìci –:
se il Ministro sia effettivamente intenzionato al rifinanziamento della legge sulla mobilità alternativa;
se, sulla base di quanto accaduto con la vicenda del Minimetrò della città di Perugia, non intenda assumere iniziative per introdurre requisiti più stringenti per l'accesso al finanziamento pubblico per la realizzazione di progetti di mobilità alternativa, quali, ad esempio, un adeguato studio di efficienza, efficacia ed economicità dell'infrastruttura da realizzare;
se, per quanto nelle sue competenze, non intenda avviare uno studio complessivo dei benefici apportati in termini di mobilità pubblica, dalle opere finanziate dallo Stato attraverso la legge n. 211 del 1992. (4-03499)

martedì 4 febbraio 2014

RISOLVERANNO D'AVVERO I PROBLEMI DI BILANCIO ?

NONOSTANTE L'EUFORIA ESPRESSA NEL' ARTICOLO QUI SOTTO PUBBLICATO PURTROPPO SI DEVE REGISTRARE CHE ANCORA UNA VOLTA LA VERITA' E' LONTANA A VENIRE L'UNICA SPERANZA E' QUELLA CHE LE PROCURE , CORTE DEI CONTI E MAGISTRATURA FACCIA REALMENTE CHIAREZZA SU QUANTO AMMONTANO I REALI DEBITI DI UMBRIA MOBILITA' POICHE' ATTUALMENTE LE CIFRE RIPORTATE FRA I VARI BILANCI , ANCHE DI SINGOLE VOCI , HANNO UNA DISCREPANZA ENORME IN ALCUNI CASI DI 50 MILIONI DI EURO , SCUSATE SE E' POCO . LA CIFRA ESATTA DEI DEBITI ,SERVE ANCHE PER CAPIRE PER QUANTI ANNI E CON QUANTE TASSE I CITTADINI UMBRI DOVRANNO PAGARE PER IL FUTURO .


martedì 21 gennaio 2014

NON PRENDIAMOCI IN GIRO PER QUANTO RIGUARDA LE TASSE FUTURE

Non ci prendiamo in giro

Attualmente in Umbria ma più precisamente a Perugia siamo una delle città che primeggia in tutto ed in particolar modo per la percentuale delle tasse da pagare che è sempre al massimo qui sotto spiego perché per i prossimi 30 anni pagheremo sempre il massimo ma forse non basterà .

Parliamo dei debiti che rimarranno in capo ad Umbria Mobilità S.p.A. una volta che sarà subentrata Bus Italia per gestire il servizio del trasporto pubblico locale in Umbria. 

Questi conti si riferiscono al bilancio consolidato 2012 ultimo disponibile e quanto hanno anticipato Regione dell’Umbria e Provincia di Perugia in questi ultimi tempi per poter pagare gli stipendi .

La Regione ha anticipato 17 milioni di euro  La Provincia circa 3,5 milioni di euro
Questi soldi andavano resi entro la fine dell’anno ma non si sa quando potranno essere resi da Umbria Mobilità visto che questa fatica a pagare i dipendenti per non parlare dei fornitori 

Dati dal bilancio consolidato 2012

Il totale dei debiti del consolidato ammonta ad € 411.047.295

Debiti verso banche € 104.654.990

Debiti verso altri finanziatori € 14.667.489

Debiti verso fornitori € 42.434.619

Debiti verso erario € 6.981.479

Debiti verso collegate € 2.989.250

Debiti verso istituti di previdenza € 14.755.708

Fidejussioni prestate € 215.000.000

Per un totale di €  431.411.077

comprensivi dei soldi prestati dalla Regione e dalla Provincia di Perugia



È pur vero che ci sono i crediti che non si riesce ha farsi pagare ma certi sono i debiti che sono una enormità e che comunque dovremmo pagare noi cittadini , quindi quando in campagna elettorale vi diranno “ vi faremo pagare meno tasse “ non sarà possibile . 

Non basterebbe neanche una vincita facendo 6 al SuperEnalotto 

mercoledì 8 gennaio 2014

SPRECO DI MILIONI DI EURO

A GENNAIO 2004 FU INAUGURATA LA PRIMA TRATTA DEL FAMOSO RADDOPPIO FERROVIARIO PERUGIA S.ANNA -- PONTE SAN GIOVANNI . IN PRATICA FU FATTO UN PEZZO DI BINARIO AUTONOMO , NON COLLEGATO CON ALTRI BINARI , CHE PARTIVA FUORI DAGLI SCAMBI DELLA STAZIONE DI PERUGIA S. ANNA ED ARRIVAVA PRIMA DELLA FERMATA DELLA FERMATA DELLA PALLOTTA , DOPO 10 ANNI QUEL PEZZO DI BINARIO E' RIMASTO COME ERA DI SICURO IL RADDOPPIO NON SI FARA' PIU' E SECONDO FONTI GIORNALISTICHE CI SONO ANCORA 30 MILIONI DI EURO DA SPENDERE , QUESTI SOLDI FANNO PARTE DEL FAMOSO RADDOPPIO E DELLA RIELETTRIFICAZIONE DELL'INTERA LINEA PERUGIA S. ANNA -- PONTE SAN GIOVANNI .
IL BELLO E' CHE PER QUESTA OPERA , A SUO TEMPO AVEVO FATTO UN  ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI PER SPERPERO DI DENARO PUBBLICO , NEL DICEMBRE 2012 HO SCOPERTO CHE PER QUESTO ESPOSTO ERA APERTO UN PROCEDIMENTO DAL 2008 CON UNA DATA 13 MARZO 2013 PER UNA UDIENZA IN TRIBUNALE , INSIEME A QUESTA DOVEVA ANDARE UN ALTRO PROCEDIMENTO COLLEGATO AL RADDOPPIO , POICHE' TUTTI E DUE ERANO COLLEGATI , SIAMO A GENNAIO 2014 E NULLA E' SUCCESSO , VI ALLEGO PARTE DELL'ARTICOLO FINE LAVORI FERMATA PALLOTTA 
PECCATO CHE LA REGIONE NON HA COMUNICATO AL MINISTERO ANCHE QUESTA OPERA RIMASTA INCOMPIUTA


   

giovedì 12 dicembre 2013

NON ERA IL MINIMETRO' CHE DOVEVA ELIMINARE IL TRAFFICO E RISOLVERE IL PROBLEMA POLVERI SOTTILI ?

All’Ill.mo sig.Prefetto della Provincia di Perugia, Dott.Antonio Reppucci
PEC: protocollo.prefpg@pec.interno.it
per conoscenza: vincenzo.ferzoco@interno.it
All’Ill.mo sig.Prefetto della Provincia di Terni, Dott.Gianfelice Bellesini
PEC: protocollo.preftr@pec.interno.it
per conoscenza: rita.stentella@interno.it
* *** *
OGGETTO: Emergenza smog nei Comuni di Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello, Spoleto, Magione, Gubbio, Narni, Torgiano. Inerzia dei Sindaci. Richiesta di intervento e di esercizio dei poteri sostitutivi.
* *** *
L’Associazione ITALIA NOSTRA ONLUS, Consiglio Regionale Umbro, in persone del suo Presidente regionale, Avv. Gianfranco Angeli, e del suo Vicepresidente regionale Avv.Urbano Barelli, elettivamente domiciliata presso quest’ultimo in Perugia alla Via Cesare Beccaria, n.11,
PREMESSO CHE
(A)
a) con deliberazione del Consiglio Regionale 9 Febbraio 2005, n° 466 è stato approvato il “Piano regionale di risanamento e mantenimento della qualità dell’aria” in attuazione dell’allora D.Lgs. 4 Agosto 1999, n° 351 e D.M. 1° Ottobre 2002, n° 261;
b) la realizzazione di detto Piano è stata effettuata secondo le seguenti fasi:
- fase conoscitiva: definizione delle caratteristiche del territorio, inventario delle emissioni inquinanti dell’aria, analisi dei dati rilevati dalla rete di rilevanti, quantificazione della qualità dell’aria;
- fase valutativa: confronti del quadro della qualità dell’aria emerso dalla fase conoscitiva con gli standard di qualità dell’aria esistenti, suddivisione del territorio regionale in zone rispetto agli standard, confronto del quadro emissivo con le prescrizioni di Legge ed accordi nazionali ed internazionali;
- fase previsiva: analisi effetti futuri delle misure, previsioni delle emissioni di inquinanti dell’aria negli anni futuri (5-15 anni), valutazione della qualità dell’aria;
- fase propositiva: obiettivi da raggiungere, definizioni delle strategie per il raggiungimento degli obiettivi, previsioni delle emissioni inquinanti dell’aria negli anni futuri, individuazioni di priorità, responsabilità e tempistica per l’applicazione del piano nonché delle misure amministrative e relative alla diffusione del piano;
- fase attuativa: attuazioni delle differenti misure di piano, monitoraggio dei risultati relativi
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all’applicazione del piano, aggiornamento dell’inventario delle emissioni e monitoraggio;
- fase di verifica: verifica periodica dei risultati del piano, aggiornamento ed integrazione del piano;
c) per la gestione del Piano sono stati individuati tre livelli:
- il primo: denominato ‘struttura locale’ deputato alla gestione dell’informazione, identificato con le strutture dell’ARPA;
- il secondo: denominato ‘amministrazione di sistema’ deputato alla gestione del primo in termini di funzionalità del sistema stesso e di verifica dei flussi informativi, identificato con le strutture dell’ARPA,
- il terzo: ‘responsabile della pianificazione’ deputato al coordinamento di tutte le attività ai fini della pianificazione, identificato con le strutture della REGIONE UMBRIA (pag. 183 e segg. della Deliberazione)
d) con l’applicazione di dette misure si doveva raggiungere nell’arco di 10 anni la riduzione consistente delle emissioni inquinanti (pag. 166 e 168);
e) infine, si prevedeva una costante partecipazione del pubblico nel corso dell’applicazione del Piano e del suo monitoraggio;
(B)
a) in data 11 Giugno 2008 veniva pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, la Direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 Maggio 2008 relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa nell’ambito del sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente, adottato con la decisione n. 1600/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 luglio 2002, che sancisce la necessità di ridurre l'inquinamento a livelli tali che limitino al minimo gli effetti nocivi per la salute umana, con particolare riferimento alle popolazioni sensibili, e per l'ambiente nel suo complesso, di migliorare le attività di monitoraggio e valutazione della qualità dell'aria, compresa la deposizione degli inquinanti, e di informare il pubblico;
b) scopo della Direttiva 2008/50/CE è di tutelare il diritto alla salute umana e dell'ambiente nel suo complesso, eliminando alla fonte l'emissione di inquinanti nonché individuando e attuando le più efficaci misure di riduzione delle emissioni a livello locale, nazionale e comunitario ammonendo sul rischio che l'inquinamento atmosferico rappresenta per l’uomo, per la natura e per gli ecosistemi naturali. con particolare attenzione al materiale particolato sottile (PM2,5) che ha impatto molto negativo sulla salute umana;
c) obiettivi della Direttiva sono quelli indicati all’art. 1 e in particolare:
1) definire e stabilire obiettivi di qualità dell'aria ambiente al fine di evitare, prevenire o
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ridurre gli effetti nocivi per la salute umana e per l'ambiente nel suo complesso;
2) valutare la qualità dell'aria ambiente negli Stati membri sulla base di metodi e criteri comuni;
3) ottenere informazioni sulla qualità dell'aria ambiente per contribuire alla lotta contro l'inquinamento dell'aria e gli effetti nocivi e per monitorare le tendenze a lungo termine e i miglioramenti ottenuti con l'applicazione delle misure nazionali e comunitarie;
4) garantire che le informazioni sulla qualità dell'aria ambiente siano messe a disposizione del pubblico;
5) mantenere la qualità dell'aria ambiente, laddove sia buona, e migliorarla negli altri casi;
6) promuovere una maggiore cooperazione tra gli Stati membri nella lotta contro l'inquinamento atmosferico;
(C)
a) lo Stato Italiano con Decreto Legislativo 13 agosto 2010, n. 155, in Suppl. Ordinario n. 217 alla Gazz. Uff., 15 Settembre, n. 216, in vigore dal 1 Ottobre 2010, ha dato attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa;
b) detto Decreto Legislativo prevede che:
- le funzioni amministrative relative alla valutazione ed alla gestione della qualità dell'aria ambiente competono allo Stato, alle Regioni e alle Province autonome e agli Enti locali, nei modi e nei limiti previsti dal decreto stesso;
- le Regioni e le Province autonome adottino Piani e misure (art. 9, 10 e 13) previa valutazione della qualità dell’aria volti al perseguimento degli obiettivi con la predisposizione di Piani d’azione nei quali prevedere gli interventi da attuare nel breve termine diretti a ridurre il rischio o a limitare la durata del superamento prevedendo anche interventi finalizzati “a limitare oppure a sospendere le attività che contribuiscono all’insorgenza del rischio di superamento dei valori limite, dei valori obiettivo e delle soglie di allarme” (cfr. art. 10);
- le modalità e procedure di attuazione dei Piani (art. 11):
o al comma 3 che “all'attuazione delle previsioni contenute nei piani in merito alla limitazione della circolazione dei veicoli a motore, ai sensi del comma 1, lettera a), provvedono i sindaci o la diversa autorità individuata dalle regioni o dalle province autonome. In caso di inerzia, provvedono in via sostitutiva le regioni o le province autonome o la diversa autorità' individuata dalle regioni o dalle province autonome ai sensi della vigente normativa regionale. La normativa regionale stabilisce idonee forme di raccordo e coordinamento tra regioni o province
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autonome ed autorità competente ad adottare i provvedimenti di limitazione della circolazione. Le modalita' e la durata delle limitazioni devono essere funzionali alle finalita' dei diversi piani di cui agli articoli 9, 10 e 13. Le ordinanze di cui all'articolo 7, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, possono essere adottate dai sindaci per motivi connessi all'inquinamento atmosferico nei casi e con i criteri previsti dal presente comma. Resta fermo, in assenza dei piani di cui agli articoli 9, 10 e 13 o qualora i piani non individuino i casi ed i criteri di limitazione della circolazione dei veicoli a motore, il potere del sindaco di imporre tali limitazioni per motivi connessi all'inquinamento atmosferico attraverso le ordinanze previste dal decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. I sindaci possono comunque vietare la circolazione nei centri abitati per tutti gli autoveicoli che non hanno effettuato il controllo almeno annuale delle emissioni secondo le procedure fissate dal decreto Ministro dei trasporti e della navigazione 5 febbraio 1996”;
o al comma 5 che “all'attuazione delle previsioni contenute nei piani, nei casi non previsti dai commi 3 e 4, procedono le regioni, le province autonome e gli enti locali mediante provvedimenti adottati sulla base dei poteri attribuiti dalla legislazione statale e regionale. Resta ferma, a tal fine, la ripartizione dei poteri previsti dalla vigente normativa”;
- i valori limite e i livelli critici devono rispettare l’allegato X richiamato dagli art. 7, 9, 10 e 16 del D.Lgs. 13 Agosto 2010, n° 155 indica tre “valori limiti” per il PM 10 ossia:
o quello giornaliero: 50 μg/m3 ;
o quello annuale: non superare più di 35 volte il valore giornaliero; b) quello annuale media: 40 μg/m3;
(D)
L’art. 7 del Decreto legislativo 30 Aprile 1992, n° 285 disciplina le ordinanze del Sindaco nell’ambito dei centri abitati potendo lo stesso “limitare la circolazione di tutte o di alcune categorie di veicoli per accertate e motivate esigenze di prevenzione degli inquinamenti e di tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale” mentre per i tratti di strade non comunali che attraversano centri abitati, i provvedimenti indicati nell'art. 6, commi 1 e 2, sono di competenza del Prefetto e quelli indicati nello stesso articolo, comma 4, lettera a) , sono di competenza dell'ente proprietario della strada. Inoltre “I comuni, con deliberazione della giunta, provvedono a delimitare le aree pedonali e le zone a traffico limitato tenendo conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull'ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul
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territorio. In caso di urgenza il provvedimento potrà essere adottato con ordinanza del sindaco, ancorché di modifica o integrazione della deliberazione della giunta. Analogamente i comuni provvedono a delimitare altre zone di rilevanza urbanistica nelle quali sussistono esigenze particolari di traffico, di cui al secondo periodo del comma 8. I comuni possono subordinare l'ingresso o la circolazione dei veicoli a motore, all'interno delle zone a traffico limitato, anche al pagamento di una somma.”
(E)
L’art. 6 del Decreto legislativo 30 Aprile 1992, n° 285 disciplina i provvedimenti del Prefetto nell’ambito della “Regolamentazione della circolazione fuori dei centri abitati” potendo per l’appunto il Prefetto “per motivi di sicurezza pubblica o inerenti alla sicurezza della circolazione, di tutela della salute, nonché per esigenze di carattere militare … sospendere temporaneamente la circolazione di tutte o di alcune categorie di utenti sulle strade o su tratti di esse”.
(F)
Il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (in Suppl. ordinario n. 162, alla Gazz. Uff., 28 settembre, n. 227). – “Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali” prevede: all’art. 50 che comma 4 e comma 5: “Il sindaco esercita altresì le altre funzioni attribuitegli quale autorità locale nelle materie previste da specifiche disposizioni di legge. In particolare, in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale”; all’art. 54 che“Il sindaco, quale ufficiale del Governo, sovrintende: a) all'emanazione degli atti che gli sono attribuiti dalla legge e dai regolamenti in materia di ordine e sicurezza pubblica; b) allo svolgimento delle funzioni affidategli dalla legge in materia di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria; c) alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico, informandone preventivamente il prefetto…..”; e al comma 4 che “Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta con atto motivato provvedimenti, anche contingibili e urgenti nel rispetto dei princìpi generali dell'ordinamento al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana.” ; nonché al comma 6 che “In casi di emergenza, connessi con il traffico o con l'inquinamento atmosferico o acustico, ovvero quando a causa di circostanze straordinarie si verifichino particolari necessità dell'utenza o per motivi di sicurezza urbana, il sindaco puo' modificare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonche', d'intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, gli orari di
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apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, adottando i provvedimenti di cui al comma 4.”; e al comma 9, secondo paragrafo, che “ Nell'ambito delle funzioni di cui al presente articolo, il prefetto può altresì disporre ispezioni per accertare il regolare svolgimento dei compiti affidati, nonché per l'acquisizione di dati e notizie interessanti altri servizi di carattere generale”; ed infine al comma 11 che “Nelle fattispecie di cui ai commi 1, 3 e 4, nel caso di inerzia del sindaco o del suo delegato nell'esercizio delle funzioni previste dal comma 10, il prefetto puo' intervenire con proprio provvedimento”;
VISTO CHE
- la Regione dell’Umbria con Deliberazione del Consiglio Regionale 9 Febbraio 2005, n° 466 ha approvato il Piano regionale di risanamento e mantenimento della qualità dell’aria”;
- le misure individuate dal predetto Piano avevano lo scopo di conseguire entro il 2010 il risanamento ovvero il mantenimento della qualità dell’aria;
- il D.Lgs. 4 Agosto 1999, n° 351 è stato sostituto dal D.Lgs. 13 Agosto 2010, n° 155 che ha recepito la direttiva 2008/50/CE e ha individuato i valori limiti, tra l’altro, per il PM 10;
- ai fini dell’art. 1 del D.Lgs. 13 Agosto 2010, n° 155 la dizione “valori limiti” attiene alle “concentrazioni nell’aria ambiente di biossido di zolfo, biossido di azoto, benzene, monossido di carbonio, piombo e PM10”;
- l’art. 2 del D.Lgs. 13 Agosto 2010, n° 155 alla lett. h) ha attribuito la definizione di “valore limite” relativo alle polveri sottili ovvero PM10 e PM2,5 ossia: “livello fissato in base alle conoscenze scientifiche, incluse quelle relative alle migliori tecniche disponibili, al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi per la salute umana o per l’ambiente nel suo complesso, che deve essere raggiunto entro un termine prestabilito e che non deve essere successivamente superato”;
- l’Allegato XI richiamato dagli art. 7, 9, 10 e 16 del D.Lgs. 13 Agosto 2010, n° 155 indica tre “valori limiti” per il PM 10 ossia:
- quello giornaliero: 50 μg/m3 ;
- quello annuale: non superare più di 35 volte il valore giornaliero;
- quello annuale media: 40 μg/m3 ;
- la Corte di Giustizia della UE ha già condannato una prima volta l’Italia perché l’Umbria, insieme ad altre regioni, ha violato i limiti imposti per la qualità dell’aria per gli anni 2005 e 2006 (sentenza 19 dicembre 2012, n. C-68/11);
CONSIDERATO CHE
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 nonostante l’approvazione nell’anno 2005 del Piano regionale le strategie e le misure ivi indicate non sono state attuate da parte dell’Ente pubblico;
 come risulta dal sito internet dell’ARPA Umbria, dal 1° Gennaio 2013 le stazioni di rilevamento di Terni – Le Grazie è arrivata a 47 superamenti, quella di Terni – Carrara a 36 superamenti e quella di Terni – Borgo Rivo a 35 superamenti giornalieri per le PM 10, mentre grave è la situazione anche delle altre città umbre;
 la scrivente associazione Italia Nostra onlus, Consiglio Regionale Umbro, ha inviato a mezzo PEC ai Sindaci di Perugia, Terni, Città di Castello, Foligno, Magione, Gubbio, Spoleto, Narni e Torgiano, una prima diffida il giorno 7 dicembre ed una seconda diffida ad intervenire il giorno 9 dicembre 2013 senza ottenere alcun riscontro dai suddetti Sindaci e senza che ci sia stato un qualche provvedimento dei medesimi;
 oggi, 11 dicembre 2013, le stazioni di rilevamento dell’ARPA Umbria registrano per il settimo giorno consecutivo il superamento dei limiti di legge a Terni, Città di Castello e Foligno, per il sesto giorno consecutivo a Perugia e Narni e per il quinto giorno consecutivo a Gubbio;
 il protocollo d’intesa sottoscritto dalla Regione Umbria e i Comuni umbri prevede che dopo tre superamenti e con condizioni climatiche sfavorevoli i Sindaci adottano i provvedimenti di limitazione del traffico e gli altri provvedimenti utili a tutela della salute dei cittadini;
 con soli quattro giorni di superamento dei limiti il Comune di Roma ha disposto lo stop ai veicoli più inquinanti e, dal 10 dicembre, le targhe alterne; il Sindaco Marino ha dichiarato che “il ricorso alle targhe alterne è un intervento obbligato che tutela le persone più fragili: i bambini, le donne in gravidanza, le persone anziane, i cardiopatici e, più in generale, tutti coloro che hanno gravi patologie respiratorie“;  il 17 ottobre 2013 l’Agenzia di ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato ufficialmente lo smog agente cancerogeno e lo ha inserito tra le sostanze pericolose di classe 1 (la più elevata e pericolosa); secondo la stessa Agenzia, lo smog solo nel 2010 ha causato 220 mila morti;  secondo il recentissimo studio pubblicato lunedì scorso, 9 dicembre, sul sito dell’autorevole rivista Lancet, l’esposizione prolungata alle polveri prodotte dagli scarichi di veicoli, dalle industrie, e dagli impianti di riscaldamento, anche al di sotto delle attuali limiti permessi dalle leggi in vigore in Italia e nell’Unione Europea, può essere più nociva e mortale di quanto si pensava finora;
RICHIAMATO
il D.Lgs. 18 Agosto 2000, n° 267 e il D.Lgs. 30 Aprile 1992, n° 285 e la citata normativa nazionale ed europea.
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Tutto ciò premesso, visto, considerato e richiamato, Italia Nostra onlus, Consiglio Regionale Umbro,
CHIEDE
all’Ill.mo Sig. Prefetto di Perugia, Dott.Antonio Reppucci, e all’Ill.mo Sig. Prefetto di Terni, Dott.Gianfelice Bellesini, di disporre, con la possibile urgenza dovuta all’emergenza sopra descritta, le ispezioni per accertare il regolare svolgimento dei compiti affidati al Comune di Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello, Spoleto, Magione, Gubbio, Narni e Torgiano, nonché di adottare i dovuti poteri sostituitivi volti a garantire negli stessi Comuni l’applicazione della Deliberazione del Consiglio Regionale 9 Febbraio 2005, n° 466, del D.Lgs. 13 Agosto 2010, n° 155 e dalla Direttiva n° 2008/50/CE al fine di evitare, prevenire o ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici nocivi per la salute umana e per l’ambiente nel suo complesso.
Con osservanza.
Perugia, 11 dicembre 2013
F.to Avv.Gianfranco Angeli, Presidente di Italia Nostra Umbria
F.to Avv.Urbano Barelli, Vicepresidente di Italia Nostra Umbria