lunedì 12 dicembre 2011
LA CASTA LASCIO A VOI GIUDICARE
NON BISOGNAVA DARE IL BUON ESEMPIO ED INIZIARE DALL'ALTO A FARE I SACRIFICI SE SACRIFICI POI SI POSSONO CHIAMARE ?
mercoledì 7 dicembre 2011
venerdì 2 dicembre 2011
AIUTIAMO BRUNO
Care amiche, cari amici, conoscenti della Fondazione,
ci rivolgiamo a voi a nome di Bruno per poter avere un piccolo contributo
che sarà destinato alla sua assistenza in attesa del ricorso che è stato presentato.
Vi ringrazio per quanto potete e volete fare.
Con i miei migliori saluti.
Giuseppe Guccione
BRUNO “CONDANNATO A MORTE” IN ITALIA
Vittima della strada e della malasanità
Ieri Giornata Mondiale Lotta all'AIDS. 1 milione di morti a causa della malattia dal 1998. La moglie di Bruno una di queste vittime. Bruno ha 51 anni. Da 17 è sieropositivo, HIV conclamato C3. E’ in cura presso l’ospedale Spallanzani di Roma ma è conosciuto in molti nosocomi italiani essendo senza fissa dimora. Dorme per lo più all’interno delle stazioni ferroviarie.
Sua moglie Anna nel 1986 ha contratto l’HIV - a seguito di un incidente stradale – dopo aver subìto un intervento chirurgico ed una trasfusione di sangue nell’Ospedale ed è morta nel 1994. Era l’epoca di Poggiolini e delle “tresche” sul mercato del sangue infetto.
Bruno scopre alla morte della moglie di essere stato contagiato. Gli viene riconosciuta una pensione d’invalidità del 100% pari a 272 Euro mensili. Il giorno 11 settembre 2006 viene aggredito di notte a Villa Borghese a Roma da 4 persone che oltre a rubargli le poche cose che ha con se lo massacrano di botte. Subisce una ricostruzione maxillo - facciale e la perdita della vista all’occhio destro.
Il 5 maggio 2011 Bruno fa richiesta alla Commissione di Prima Istanza per l’accertamento degli stati di invalidità per l’ottenimento dell’assegno di accompagnamento per poter essere assistito in un monolocale ove passare il resto dei suoi giorni. Con lettera datata 29 settembre 2011 l’INPS di Roma comunica a Bruno anzicchè la concessione dell’assegno di accompagnamento la revoca della pensione di invalidità al 100% a suo tempo assegnato riducendola al 50% .
Sembra siano 4 casi a Roma di cui 2 già rivisti positivamente. E’ stato presentato ricorso.
Un sieropositivo costa circa 1200 euro al mese per i soli farmaci specifici, oltre alle spese per analisi di laboratorio, ricoveri e complicanze relative alla primaria malattia. La “fortuna” di Bruno è che non ha mai fatto uso di droghe e di alcol e questo ha fatto si di “rallentare” la malattia insieme alla costante assunzione di farmaci efficaci. Finora non si è abbandonato a se stesso e non ha commesso “sciocchezze” con la la legge.
Lui (come tutti gli altri sieropositivi) ci costano circa 30 mila euro all’anno e lo Stato - “sensibile” con chi trasgredisce la legge e nell’assegnare ricchi emolumenti ai soliti noti, nonostante la crisi - “condanna” Bruno e tanti come lui a morte anticipata.
E’ un risparmio sicuro sulla spesa sanitaria e sociale.
AIUTIAMO BRUNO
E’ possibile versare una donazione su PostePay - costa solo un euro in più - a favore di Bruno da qualsiasi Ufficio Postale o nei Tabaccai dove si gioca il Superenalotto. Il numero della carta della Fondazione Luigi Guccione Onlus su cui versare è: 4023 6006 1676 0742 (basta dare questo numero all'operatore). Le donazioni serviranno a coprire i costi per l’ospitalità di Bruno in una struttura adeguata a partire dal 5 dicembre 2011.
FONDAZIONE LUIGI GUCCIONE ONLUS
Ente Morale (Decreto Ministero dell'Interno 27.01.2000)
Sede Operativa Roma Tel. 06.4695.9613 - Numero Verde 800.134.900
Sede Toscana Tel & Fax: 0578.228065
www.flg.it - www.decenniodazione.it - e-mail: flgonlus@gmail.com
Presidente Giuseppe Guccione cell: 393.3322565
ci rivolgiamo a voi a nome di Bruno per poter avere un piccolo contributo
che sarà destinato alla sua assistenza in attesa del ricorso che è stato presentato.
Vi ringrazio per quanto potete e volete fare.
Con i miei migliori saluti.
Giuseppe Guccione
BRUNO “CONDANNATO A MORTE” IN ITALIA
Vittima della strada e della malasanità
Ieri Giornata Mondiale Lotta all'AIDS. 1 milione di morti a causa della malattia dal 1998. La moglie di Bruno una di queste vittime. Bruno ha 51 anni. Da 17 è sieropositivo, HIV conclamato C3. E’ in cura presso l’ospedale Spallanzani di Roma ma è conosciuto in molti nosocomi italiani essendo senza fissa dimora. Dorme per lo più all’interno delle stazioni ferroviarie.
Sua moglie Anna nel 1986 ha contratto l’HIV - a seguito di un incidente stradale – dopo aver subìto un intervento chirurgico ed una trasfusione di sangue nell’Ospedale ed è morta nel 1994. Era l’epoca di Poggiolini e delle “tresche” sul mercato del sangue infetto.
Bruno scopre alla morte della moglie di essere stato contagiato. Gli viene riconosciuta una pensione d’invalidità del 100% pari a 272 Euro mensili. Il giorno 11 settembre 2006 viene aggredito di notte a Villa Borghese a Roma da 4 persone che oltre a rubargli le poche cose che ha con se lo massacrano di botte. Subisce una ricostruzione maxillo - facciale e la perdita della vista all’occhio destro.
Il 5 maggio 2011 Bruno fa richiesta alla Commissione di Prima Istanza per l’accertamento degli stati di invalidità per l’ottenimento dell’assegno di accompagnamento per poter essere assistito in un monolocale ove passare il resto dei suoi giorni. Con lettera datata 29 settembre 2011 l’INPS di Roma comunica a Bruno anzicchè la concessione dell’assegno di accompagnamento la revoca della pensione di invalidità al 100% a suo tempo assegnato riducendola al 50% .
Sembra siano 4 casi a Roma di cui 2 già rivisti positivamente. E’ stato presentato ricorso.
Un sieropositivo costa circa 1200 euro al mese per i soli farmaci specifici, oltre alle spese per analisi di laboratorio, ricoveri e complicanze relative alla primaria malattia. La “fortuna” di Bruno è che non ha mai fatto uso di droghe e di alcol e questo ha fatto si di “rallentare” la malattia insieme alla costante assunzione di farmaci efficaci. Finora non si è abbandonato a se stesso e non ha commesso “sciocchezze” con la la legge.
Lui (come tutti gli altri sieropositivi) ci costano circa 30 mila euro all’anno e lo Stato - “sensibile” con chi trasgredisce la legge e nell’assegnare ricchi emolumenti ai soliti noti, nonostante la crisi - “condanna” Bruno e tanti come lui a morte anticipata.
E’ un risparmio sicuro sulla spesa sanitaria e sociale.
AIUTIAMO BRUNO
E’ possibile versare una donazione su PostePay - costa solo un euro in più - a favore di Bruno da qualsiasi Ufficio Postale o nei Tabaccai dove si gioca il Superenalotto. Il numero della carta della Fondazione Luigi Guccione Onlus su cui versare è: 4023 6006 1676 0742 (basta dare questo numero all'operatore). Le donazioni serviranno a coprire i costi per l’ospitalità di Bruno in una struttura adeguata a partire dal 5 dicembre 2011.
FONDAZIONE LUIGI GUCCIONE ONLUS
Ente Morale (Decreto Ministero dell'Interno 27.01.2000)
Sede Operativa Roma Tel. 06.4695.9613 - Numero Verde 800.134.900
Sede Toscana Tel & Fax: 0578.228065
www.flg.it - www.decenniodazione.it - e-mail: flgonlus@gmail.com
Presidente Giuseppe Guccione cell: 393.3322565
giovedì 1 dicembre 2011
BALLETTO VIAGGIATORI MINIMETRO
QUESTO QUI SOTTO E' QUELLO CHE PREVEDEVA IL PIANO ECONOMICO FINANZIARIO MINIMETRO' DEL LUGLIO 2007
MENTRE QUESTA FA PARTE DEL BILANCIO 2010 SEMPRE DEL MINIMETRO'
COME POTETE NOTARE ALL'INIZIO SI PREVEDEVANO IN UN ANNO 5.615.000 VIAGGIATORI PER UN INCASSO DI € 2.593.600
NEL SUCCESSIVO PIANO ECONOMICO FINANZIARIO CON SOLI 3.290.129 VIAGGIATORI UN INCASSO DI € 2.230.000 PER FINIRE CON IL DATO UFFICIALE DEL BILANCIO MINIMETRO' 2010 CHE DICHIARA RICAVI DA BIGLIETTERIA PER € 1.567.641 MIRACOLO IL BILANCIO CHIUDE CON UN UTILE BISOGNA FARE I COMPLIMENTI A CHE HA FATTO QUESTI CONTI DA CONSIDERARE CHE NEL PIANO ECONOMICO FINANZIARIO ESPOSTO SOTTO I VIAGGIATORI TRASPORTATI SONO ANNUI SONO 2.944.250 PER UN INCASSO DI € 2.845.436 FATE I VOSTRI CONTI
mercoledì 30 novembre 2011
PIANO ECONOMICO FINANZIARIO MINIMETRO' 2011 - 2013
DOMANI PUBBLICHERò LE PREVISIONI FATTE NEL 2007 E QUELLE DEL 2010 COSI VEDRETE LE DIFFERENZE BUON DIVERTIMENTO
venerdì 25 novembre 2011
PROBLEMATICHE MINIMETRO'
PROVENTI DALLE MULTE
COMUNICATO STAMPA 25 NOVEMBRE 2011
PROVENTI DELLE MULTE E CONTRIBUTO SANITARIO RCAuto
Presentate da FLG, IICA CILD due distinte istanze di accesso a 15 città (Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Reggio Calabria, Roma, Palermo, Torino, Trieste, Venezia, Verona) e al Ministero della Salute per chiedere conto rispettivamente della sorte dei proventi contravvenzionali e dei contributi dei premi assicurativi. La sicurezza delle strade inizia dal corretto impiego dei denari a ciò destinati tanto più se si tratta di soldi dei contribuenti.
Il tema della sicurezza stradale interroga con sempre maggiore urgenza la collettività, a fronte del crescere dei costi umani e sociali che le problematiche legate alla mobilità stradale portano con sé.
Come in moltissime altre situazioni, anche su questo versante nel nostro Paese non sono le norme che mancano: sono state introdotte nel tempo, infatti, misure dirette non solo a ridurre l’incidentalità stradale, ma a soddisfare esigenze di prevenzione e riabilitazione, come ad esempio specifici corsi sulla sicurezza stradale rivolti ai minori, percorsi riabilitativi per i soggetti coinvolti in incidenti gravi, ecc.
In particolare l’art. 208 del Codice della Strada statuisce che il 50% degli importi derivanti da sanzioni amministrative comminate per violazioni del codice della strada siano reinvestite dagli enti locali proprietari delle strade, per una puntuale serie di attività volte all’implementazione della sicurezza stradale; così del pari il legislatore ha statuito che i premi per l’assicurazione RC Auto vengano maggiorati di una percentuale aggiuntiva del 10,5 % a carico degli assicurati per il rimborso al SSN delle prestazioni erogate ai danneggiati dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti.
Tutto bene dunque? Non tanto, perché il dubbio sull’impiego concreto che di tanto denaro viene fatto, sorge, come dire, spontaneo se è vero, come è sotto gli occhi di tutti, che le misure cui tali fondi sono destinate non sempre trovano riscontro nei fatti.
Con l’intento specifico di valutare l’aderenza della spesa al dettato normativo, le tre associazioni di cui sopra, rispondendo ai propri fini statutari, hanno presentato due istanze di accesso ex L. 241/90 rispettivamente alle 15 città metropolitane (per aver conto dell’impiego dei proventi delle multe) ed al Ministero della Salute (per aver conto dell’impiego dei contributi delle assicurazioni private).
FFOONNDDAAZZIIOONNEE LLUUIIGGII GGUUCCCCIIOONNEE,, ONLUS, Ente Morale (Decreto Ministero dell’Interno 27.01.2000)
Sede Operativa di Roma Tel 06.4695.9613 – fax 0578.228065 – NUMERO VERDE 800 134 900
e-mail: flgonlus@gmail.com - Presidente: Giuseppe Guccione - cell. 393.3322565
Tra titubanze e reticenze, sinora hanno risposto in maniera chiara i soli comuni di Trieste, Cagliari e Venezia, dando ampio conto (in particolare Trieste) di un impiego dei proventi contravvenzionali del tutto conforme al dettato normativo ed agli interessi dei cittadini.
Gli altri comuni interpellati, di contro, o hanno taciuto (Bari, Firenze, Messina, Milano, Palermo, Reggio Calabria, Torino, Verona) o hanno rinviato la palla ad altri uffici o enti (Bologna, Genova, Napoli, Roma).
Last but not least anche il Ministero della Salute non ha ritenuto esimersi dal solito rimpiattino, rinviando per competenza alle singole regioni nonché al Ministero dell’Economia e delle Finanze, a cui ora chiederemo risposte.
Resta inteso che di tutte le mancate risposte, Fondazione Luigi Guccione, I.I.C.A e CILD si riservano, come da specifica previsione normativa, di chiedere conto al T.A.R.
Qualora si dovesse appurare una omessa destinazione del denaro agli scopi stabiliti per legge, le tre associazioni si riservano di far ampio uso della propria legittimazione processuale chiedendo al giudice il sequestro conservativo delle somme da devolvere alla sicurezza stradale o intraprendendo altre iniziative giudiziarie.
La sicurezza stradale inizia dalla certezza del diritto.
FFOONNDDAAZZIIOONNEE
PROVENTI DELLE MULTE E CONTRIBUTO SANITARIO RCAuto
Presentate da FLG, IICA CILD due distinte istanze di accesso a 15 città (Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Reggio Calabria, Roma, Palermo, Torino, Trieste, Venezia, Verona) e al Ministero della Salute per chiedere conto rispettivamente della sorte dei proventi contravvenzionali e dei contributi dei premi assicurativi. La sicurezza delle strade inizia dal corretto impiego dei denari a ciò destinati tanto più se si tratta di soldi dei contribuenti.
Il tema della sicurezza stradale interroga con sempre maggiore urgenza la collettività, a fronte del crescere dei costi umani e sociali che le problematiche legate alla mobilità stradale portano con sé.
Come in moltissime altre situazioni, anche su questo versante nel nostro Paese non sono le norme che mancano: sono state introdotte nel tempo, infatti, misure dirette non solo a ridurre l’incidentalità stradale, ma a soddisfare esigenze di prevenzione e riabilitazione, come ad esempio specifici corsi sulla sicurezza stradale rivolti ai minori, percorsi riabilitativi per i soggetti coinvolti in incidenti gravi, ecc.
In particolare l’art. 208 del Codice della Strada statuisce che il 50% degli importi derivanti da sanzioni amministrative comminate per violazioni del codice della strada siano reinvestite dagli enti locali proprietari delle strade, per una puntuale serie di attività volte all’implementazione della sicurezza stradale; così del pari il legislatore ha statuito che i premi per l’assicurazione RC Auto vengano maggiorati di una percentuale aggiuntiva del 10,5 % a carico degli assicurati per il rimborso al SSN delle prestazioni erogate ai danneggiati dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti.
Tutto bene dunque? Non tanto, perché il dubbio sull’impiego concreto che di tanto denaro viene fatto, sorge, come dire, spontaneo se è vero, come è sotto gli occhi di tutti, che le misure cui tali fondi sono destinate non sempre trovano riscontro nei fatti.
Con l’intento specifico di valutare l’aderenza della spesa al dettato normativo, le tre associazioni di cui sopra, rispondendo ai propri fini statutari, hanno presentato due istanze di accesso ex L. 241/90 rispettivamente alle 15 città metropolitane (per aver conto dell’impiego dei proventi delle multe) ed al Ministero della Salute (per aver conto dell’impiego dei contributi delle assicurazioni private).
FFOONNDDAAZZIIOONNEE LLUUIIGGII GGUUCCCCIIOONNEE,, ONLUS, Ente Morale (Decreto Ministero dell’Interno 27.01.2000)
Sede Operativa di Roma Tel 06.4695.9613 – fax 0578.228065 – NUMERO VERDE 800 134 900
e-mail: flgonlus@gmail.com - Presidente: Giuseppe Guccione - cell. 393.3322565
Tra titubanze e reticenze, sinora hanno risposto in maniera chiara i soli comuni di Trieste, Cagliari e Venezia, dando ampio conto (in particolare Trieste) di un impiego dei proventi contravvenzionali del tutto conforme al dettato normativo ed agli interessi dei cittadini.
Gli altri comuni interpellati, di contro, o hanno taciuto (Bari, Firenze, Messina, Milano, Palermo, Reggio Calabria, Torino, Verona) o hanno rinviato la palla ad altri uffici o enti (Bologna, Genova, Napoli, Roma).
Last but not least anche il Ministero della Salute non ha ritenuto esimersi dal solito rimpiattino, rinviando per competenza alle singole regioni nonché al Ministero dell’Economia e delle Finanze, a cui ora chiederemo risposte.
Resta inteso che di tutte le mancate risposte, Fondazione Luigi Guccione, I.I.C.A e CILD si riservano, come da specifica previsione normativa, di chiedere conto al T.A.R.
Qualora si dovesse appurare una omessa destinazione del denaro agli scopi stabiliti per legge, le tre associazioni si riservano di far ampio uso della propria legittimazione processuale chiedendo al giudice il sequestro conservativo delle somme da devolvere alla sicurezza stradale o intraprendendo altre iniziative giudiziarie.
La sicurezza stradale inizia dalla certezza del diritto.
FFOONNDDAAZZIIOONNEE
lunedì 7 novembre 2011
BILANCIO CONSOLIDATO UMBRIA TPL
Questi sono alcuni documenti del bilancio consolidato di Umbria tpl purtroppo non è un bilancio per cosi dire chiarificatore nel suo complesso e probabilmente sarebbe stato opportuno che sia chi compila il bilancio che i revisori dei conti , che lo controllano avessero fatto chiarezza delle varie cifre esposte in bilancio e più precisamente : quando si dice che i debiti verso banche per € 115.398.858 dovevano essere specificato presso quali banche i mutui sono stati presi ed il motivo per cui servono quei soldi ; quando si parla di altri debiti per € 196.200.357 , anche qui bisognerebbe specificare come sopra . Facendo chiarezza sarebbe più facile leggere i bilanci senza tirare conclusioni affrettate . Forse la legge prevede che i bilanci non siano chiari nella loro disamina ?
lunedì 12 settembre 2011
TRASPORTO REGIONALE
LA DOMANDA CHE SORGE SPONTANEA E' LA COLPA DI TUTTI QUESTI DEBITI E' SOLO DELLA FERROVIA CENTRALE UMBRA OPPURE .... PROSSIMAMENTE PUBBLICHEREMO PARTE DEI BILANCI DELLE ALTRE AZIENDE AL DICEMBRE 2009 COSI' SI VEDRA' VERAMENTE COSA E' SUCCESSO
lunedì 5 settembre 2011
A PROPOSITO DELLA E 45 il nostro doveroso punto di vista
In questi giorni c'è un gran parlare dei lavori ANAS sulla E45 e c'è anche chi si loda e si "imbroda".A questo punto vorrei fare alcune doverose precisazioni.
Fui intervistata in merito proprio qualche mese fa da neogiornalisti della Scuola di Giornalismo di Perugia per un articolo pubblicato nel loro freepress, riprendo in sintesi:
Premesso: la E45 è la Strada Europea 45 che parte dalla Finlandia (Koresavanti) arriva a Gela in Sicilia attraversa 6 Stati Finlandia, Svezia, Germania, Austria, Italia. Con una lunghezza complessiva di 4.920 km.
In tutti gli Stati è composta da pezzi di strade nazionali.
La E45 che attraversa l'Umbria, Lazio, Toscana, L'Emilia Romagna, rappresenta un valido collegamento tra il centro tirrenico e la zona Nord - Est del Paese. Scorre nel territorio per complessivi km 250,565 (Terni Ravenna).
Questa premessa è obbligatoria poichè nelle strade transeuropee vigono norme e direttive europee che inducono gli Stati e gli Enti preposti ad una omogeneità di messa in sicurezza su precisi standard, priorità e fondi naturalmente dettate dall'incidentalità.
La "nostra" E45 è composta da due "pezzi", la prima dalla SS765 ORTE/TERNI di km 34 questo pezzo di strada avvengono 1/3 dei 5,4 morti ogni 100 km cioè c.ca 2 morti/anno con un costo sociale a km di 243.000 euro che per il totale dei 34 km ha un costo sociale di 8.270.000/anno.
La seconda parte è la SS3 BIS -TERNI/CESENA di km 154 con un'incidentalità di 5,2 morti/anno ogni 100km, quasi 8 morti/anno, l'intera tratta Orte/Cesena ha un incidentalità di 10 morti/anno.
La prima tratta dell'E45- Orte/Terni - è al 4° posto in Umbria per gravità di incidentalità e al 240° posto in Italia
La seconda tratta dell'E45 - Terni/Cesena è al 6° posto in Umbria per gravità di incidentalità e al 270° in Italia. Rilevante quindi nella realtà Umbra per un costo sociale di 45.000.000/anno che a nostro avviso con un investimento di c.ca 200.000.000 complessivi può su un piano previsionale di investimento quinquennale essere ammortizato, abbattendo in maniera sostenuta i predetti costi sociali.
E' questa la programmazione reale e preventiva basata sui costi riferiti a numeri che non sono asettici ma che purtroppo hanno dei nomi e il prevenire perdite di vita è un dovere cui gli enti e le Amministrazioni tutte devono approcciare opere e manutenzione stradale in una cultura di prevenzione che da garanzia di taglio dei costi, degli sprechi, ma anche del clientelismo, dell'appaltopoli, dell'inefficienza ecc..con conseguenti disservizi oggi sotto gli occhi di tutti e sulle spalle dei soli contribuenti. Tali investimenti oltre che garantire un'innalzamento della qualità della rete viaria a tutela della vita sono di sicuro ritorno con ricadute positive sull'economia del territorio e turistiche e di un reale efficiente sistema amministrativo che è tenuto a metter la vita al centro. Questo è uno degli imput/doveri della prossima Consulta Regionale sulla Sicurezza Stradale da NOI voluta cui parteciperemo per il bene pubblico e per affiancare sollecitare la buona amministrazione e le Istituzioni preposte o denunciarne le inadeguatezze e strumentalizzazioni.
Mary Mancinelli
Presidente FISICO
www.flg.it
venerdì 26 agosto 2011
LA CASSAZIONE CONDANNA IL RESPONSABILE COMUNALE MANUTENZIONI
COL NOSTRO IMPEGNO CAMBIA LA CULTURA SULLA SICUREZZA STRADALE CAMBIA LA PERCEZIONE DELL'OPINIONE PUBBLICA E ANCHE QUELLA DELLA GIUSTIZIA ORA TOCCA ALLE AMMINISTRAZIONIla Sicurezza Stradale passa attraverso la Responsabilizzazione del cittadino dei responsabili di enti amministrazioni e pubblici servizi a salvaguardia della vita per una comunità migliore.
PRESUPPOSTO CHE: con l'Art. 28.(Costituzione) I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.
Ciò determinato temo che la lista dei responsabili attribuibili a insolvenza in esercizio di funzioni pubbliche debba almeno includere tutti i soggeti preposti a controlli, segnalazione di rischio, prevenzione e valutazione costi/benefici degli investimenti e programmazione dei Comuni delle Province e della Regione parametrata (come previsto da norme) all'incidentalità e vittime della strada, nonchè ai risultati raggiunti.. Tuttavia col nostro impegno "scomodo", ma non accomodante e senza sconti a nessuno, rileviamo l'incalzare di un cambio di cultura sulla sicurezza stradale e possiamo rilevare che anche le sentenze finalmente si avviano sulla "giusta" strada.se pur ancora piena di "ombre e buche".
Ora confidiamo in un concreto lavoro che possa esser dato da una adeguata e funzionale attività della ormai prossimo avvio della Consulta ed Osservatorio umbro, che attendiamo osservi i principi le norme le leggi e le funzioni ad essa concernenti e per legge attribuita sia nelle modalità che nell'organizzazione nella "speranza" ed impegno non si tramuti in un ennesima "raccolta propagandistica" di facciata.
Mary Mancinelli
Fondazione FISICO
FLG-UmbriaSentinelleSicurezza Stradale
LA CASSAZIONE: L'Ente è responsabile Condanna per le buche-
Perugia- La Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi in materia di insidie e trabocchetti stradali, pericoli costantemente in agguato. I giudici hanno dato ragione al pedonane che ha riportato lesioni personali precipitando in un tombino scoperchiato, non delimitato o segnalato e in una strada poco illuminata. I giudici hanno confermato la pronuncia di colpevolezza a carico del responsabile dell'ufficio manutenzione di un Comune umbro, ribadendo come lo stesso "funzionario, avendo omesso di attivarsi per prevenire le situazioni di pericolo delle strade, si fosse reso colpevole del delitto di lesioni colpose in pregiudizio del pedone" . La Suprema Corte specifica "come la qualifica del responsabile dell'ufficio di manutenzione del Comune faceva si che all'imputato incombesse il dovere di intervenire per eliminare l'insidia, creatasi sulla strada, oltretutto priva di illuminazione a causa dell'assenza delle richiamate coperture. Nè il funzionario poteva pensare di eludere le responsabilità concesse con tale qualifica, adducendo di non aver avuto notizia di tale assenza; in realtà le funzioni affidategli e la posizione di garanzia che da esse per lui derivava, avrebbe dovuto indurlo, non ad attendere passivamente, la segnalazione di terzi, ma ad attivarsi in maniera autonoma per prevenire ogni possibile incidente".
Il fatto, bacchetta la Cassazione, che "il soggetto responsabile della manutenzione stradale fosse portatori di poteri, oltre che di organizzazione e di intervento anche di controllo, era idoneo a delineare un preciso profilo di colpa a carico del medesimo, poichè ne denuncia una gestione meramente passiva ed attendista dell'ufficio ricoperto un ben mirato servizio del territorio, al fine di verificare -e oltre che prevenire - eventuali situazioni di pericolo.
fonte: ilGiornaledellUmbria 22 agosto 2011
domenica 17 luglio 2011
SICUREZZA STRADALE FRA COMITATI D'AFFARI E COMITATI ELETTORALI AL CITTADINO CON MENZOGNE INSICUREZZA E IRRESPONSABILITA' GARANTITA......
La protesta di San Sisto nasceva il 1 febbraio 2011 più o meno così:"..... continua Graziano Micucci -. Ci vorrebbe qualcosa per alleggerire un po’ la situazione. Per il resto, a parte il passaggio a livello, la situazione è abbastanza tranquilla; ci sono i semafori e a parte il passaggio a livello la situazione è tranquilla... Ma i problemi non sono soltanto all’interno di San Sisto, ma anche fuori..la zona dell'ospedale,,,".coincidenza dopo nostro video report. Ben lieti comunque dato che uno dei nostri obbiettivi e missione:innalzare l'attenzione, diffondere cultura della sicurezza stradale partendo da precise denunce dal comportamento pericoloso dei conducenti ad un errato sviluppo urbano delle città, mancata manutenzione stradale e messa in sicurezza, come facemmo per altro proprio anche su San Sisto. Ma poi inevitabile lo stupore difronte alle affermazioni di qualcuno del "famoso" "direttivo" (autoproclamato) "comitato di San Sisto" dichiaratamente e orgogliosamente sottolineatomi durante nostro primo incontro, doveroso per noi Ente Morale Ministeriale legittimato alla rappresantanza in sedi Europee Nazionali Regionali nonchè partner ONU/OMS per le vittime della strada e la sicurezza stradale a causa dell'incidente costato la vita al povero ragazzo, in quel maledetto incrocio a rischio ove c'è voluta la vittima e nonostante tutto la "demolizione" delle insostenibili scuse dell'Assessore Ciccone da parte nostra. Tornando alle "strane" (non per questi) dicharazioni del "direttivo comitato San Sisto" al "lavoro" per le prossime elezioni come proprio da uno dei" massimi esponenti" illustratomi quale strategia e programma del "comitato" stesso. Mi parrebbe giusto e più appropriato a questo punto definirlo "Comitato elettorale" visto che un nome dietro già c'è. Di qui emergerebbe chiara la motivazione di sottacere e nascondere le gravi responsabilità amministrative da me esplicitate, e delle "celate" comunicazioni intercorse con l'Amministrazione nonchè la mancata spedizione del documento stilato e deciso insieme agli organismi di competenza per la richiesta ufficiale da noi sottoscritta, per l'immediata accensione del semaforo come TEMPORANEO PROVVEDIMENTO, ma probabilmente utilizzato come "spauracchio" ingrediente necessario per chi usa tali "strategie" un "DO UT DES". Così appropriandosi di alcuni ragguagli tecnici da noi illustrati e diffusi indirizzati a suo tempo (scorso inverno) all'Assesore Liberati (con diffida di richiesta dimissioni nel caso di gravi incidenti per omessa manutenzione e messa in sicurezza di aree a rischio), e successivamente inviate anche al neo delegato alla sicurezza stradale, Assessore Ciccone, cui abbiamo messo a sua disposizione (e nn solo..) per un seminario, da noi organizzato (FLG/Sentinelle) tenutosi in Regione, il responsabile della segreteria tecnica della Consulta Nazionale per illustrare le Linee guida, le raccomandazioni e i provvedimenti urgenti da attuare nel centro urbano e le gravi conseguenze civili e penali in capo all'amministrazione inosservante. Per questo insieme al "direttivo del comitato" decidemmo di sottoscrivere il richiamo all'Amministrazione rinviando la mia decisione per giustificate richieste di dimissioni dei responsabili. Ma ecco che sprezzante di tutto questo in cambio del "momento di gloria" tanto atteso "il comitato" o meglio sempre e solo il "direttivo" senza avvisare alcuno per le decisioni prima concordate omettendo di informare sulle comunicazioni intercorse con l'amministrazione (noi non soffriamo di protagonismo e visto ci tenevano tanto a condurle..ma capiamo col senno del poi le reali motivazioni) ecco che la strada della visibilità mediatica primeggia su tutto e a discapito del fine comune che pare ora evidente esser diverso e non compatibile (infondo per certi scopi una trasmissione tv è prioritaria all'ottenere le messa in sicurezza e il diritto alla buona amministrazione nonostante un 18enne avesse già perso la vita). Così portati in trasmissione Tv quei pochi elementi di conoscenza "carpiti" qua e là, ma se pur con tanta boria ed autoreferenzialità mal "contestualizzati" poichè incoerente allo "scopo" (strategia dichiarata) del "direttivo del comitato elettorale"(in quanto ha già scelto il suo referente che chissà se scelta già fatta e sostenuta dai "sottoboschi politici perugini") cui naturalmente capeggia come in tutti questi casi la regola aurea "DO UT DES", "consumata"sulla pelle degli altri, Chiamata via diplomatica. Ed eccoci al "gran giorno" dichiaratamente sicuri che per trattare di sicurezza stradale basti cercare on line risposte tecniche. Peccato che in un vis à vis non sia possibile consultare il web (ammesso e non concesso sia sufficiente) e cercare di evitare/negare gravi responsabilità amministrative è per il "direttivo" del sedicente "comitato" priorità assoluta, sprezzanti delle argomentazioni del caso (non riferite al territorio) fin arrivare ad ignorare e rinnegare qualsivoglia interesse a norme leggi e sentenze. Certo è che driblare in questo campo di piaggeria sussurratae l'indignazione popolare abbia lasciato gravi vuoti di corretta informazione lungi quand'anche fosse dal controbattere adeguatamente per mancanza di specifiche conoscenze del vasto argomento, fortunatamente salvati dal "cul de sac" del dire e non saper/voler dire dal bravo conduttore della trasmissione Tv di cui era ospite il convinto "referente del direttivo" il quale fierissimo del suo operato è cresciuto di una spanna per tale momento di gloria cui puntava da tempo. Certo è che il conduttore ha, guarda caso, "premuto" sulla morte del povero ragazzo per strappare la promessa all'Assesore Ciccone di tener acceso il famoso semaforo in causa anche di notte !! Ma non finisce qui, sempre la "cricchetta" che parla a "nome" delle 3.300 firme raccolte ricordo a causa della disgrazia che ovvio esser ben più consapevoli ed indignati nel dubbio annacquato proprio dal "direttivo" che tale tragedia si sarebbe potuta evitare, tant'è sempre il "portavoce" borioso e soddisfatto del "suo" operato durante il successivo nostro incontro dichiara che per lui NON c'è alcuna responsabilità amministrativa, nessun interesse del comitato riferirsi a leggi e norme ecc ...ma allora, una riflessione alquanto sciocca se la dovrebbe porre lo stesso "personaggio" in cerca di un "posto a sole", perchè la necessità di richiedere all'amministrazione di tener acceso il semaforo e mettere in sicurezza l'incrocio e non solo appellandosi ad una norma? è normale procedura venga fatto da un comitato? Non dovrebbero esser fatte sistematicamente ed omogeneamente tali interventi?a già...ma le norme le regole le leggi a suddetti "tipini" non interessano.... Bhè..certo è che "Lui" si ritiene un genio, un precursore della "Democrazia Diretta Intuitiva": peccato che aborri (dichiaratamente non di suo interesse..) ogni norma, Legge e responsabilità...più che di "Democrazia Diretta" trattasi del solito "furbetto di quartierino &C." che della vita degli altri poco importa, e ben più che semplice sospetto che si stia già "lavorando" (una volta lo facevano le circoscrizioni) al candidato sostituto del Sindaco, ora fà tanto"nuova politica" la "partecipazione" e ben vengano per costoro le strumentalizzazioni sulla sicurezza stradale...vittime? Alzano la partecipazione e rendono più facile la manipolazione popolare!....A seguire poi discussione dell'incontro con Sindaco naturalmente però siccome di democrazia "diretta" trattasi: l'incontro viene deciso arbitrariamente dai soliti 6 "blindato" dunque fra i soli 6 del "direttivo" (ma chi li ha eletti?) del "comitato (elettorale) di quartiere" Com'è andata? Bhè tutti felici e contenti ...Curiosità il "politico" cui stanno "spianando la strada" anche questo dichiarato come fosse "cosa e niente.." fu fra coloro che pur avendo responsabilità e delega in merito alla sicur stradale/giovani rifutò in malo modo di adoperarsi per quanto da me sollecitatogli (per lui doveroso!). Che sia stato perchè non avevo da proporgli supporto di propaganda politica e di "cricche"? Che non avesse ancora mire a fare il Sindaco della città? Alla fine della "fiera" la propaganda a favore dei così detti sempre dal "direttivo di comitato territoriale/elettorale" "buoni amministratori" grazie anche al supporto dei media che "annacquano" (come bravi servitori) ogni argomentazione nonostante come rilevato da indagine ACI 2009 sia stato dichiarato che con le doverose (per Legge) adozioni di messa in sicurezza dei centri urbani e manutenzioni a regola d'arte, 1 incidente mortale su 3 sia evitabile. E nonostante i numeri spaventosi che ci pongono fra le maglie nere a livello nazionale (decessi da incidentalità stradale avvenuti a Perugia), e udite udite nonostante i 30 indagati del Comune per l'uso dei fondi per la sicurezza stradale, nonostante la richiesta di accusa di omicidio colposo per il Comune per l'incidente mortale "evitabile", NONOSTANTE TUTTO QUESTO TUTTA LA STAMPA TACE e peggio ancora continuiamo a leggere "elogi" ai responsabili di tutto ciò la quale stessa Delibera urgente quanto tardiva (post incidente) per l'adozione immediata di tener accesi i semafori in alcuni incroci pericolosi della città, và da sè esser un'ammissione di colpa....eppure il famoso "Direttivo Comitato/Elettorale" si loda ed imbroda, pur essendo lo stesso reo di aver nascosto importanti informazioni, ma la stampa gli ha ritagliato quel posto al sole...vicini vicini agli amministratori irresponsabili- eppure "qualcuno" glielo disse già che queste "strategie" sono vecchie e implose poichè oltre ad essere gravemente "irregolari" sono quell'humus di cultura della corrutela e scambio che ha portato all'attuale degrado sociale e politico.Che si traduce in "numeri" di disagio, disservizio, costi economici ed in VITE!! Qualcuno gli dirà che fra i principi di Legge per la messa in sicurezza vige la garanzia di omogeneità sul territorio mettendo al centro la VITA dei cittadini e non il politico sponsorizzato nè il proprio "orto" corredato da personalismi e ascensore sociale? che tra l'altro il politico "scelto" fu fra coloro dei peggiori che NON fece ! (come a dire...dalla padella alla brace)....e la chiamano Democrazia Partecipata..sì..compartecipazione alla partitocrazia amorale ed eticamente scorretta ed oltre...poveri noi..poveri Angeli che non ci sono più...cosa non si fà per mèro profitto e potere!
Mary Mancinelli
umbria.sentinelle@gmail.com
www.flg.it
Mary Mancinelli
umbria.sentinelle@gmail.com
www.flg.it
giovedì 7 luglio 2011
TRAPPOLE PEDONALI DA MALA MANUTENZIONE SEGNALETICA- il caso"Pedone, dove vai se le strisce non ce l'hai?"
Un caso che apre parecchie riflessioni in merito: il pedone "vede - non vede" (presume di vedere) un "attraversamento pedonale" ed attraversa "in sicurezza": è una trappola. Perchè, essendo quelle strisce mal tenute e prive di segnale verticale, non possono essere considerate "attraversamento pedonale" dagli agenti della Polizia Municipale (lo sostiene il documento Foto). Già da inizio anno noi di FLG con Le Sentinelle abbiamo svolto dei servizi video in diverse città d'Italia, proprio per evidenziare problematiche diffuse di mala-manutenzione della segnaletica verticale ed orizzontale su cui i passaggi pedonali, purtroppo divengono spesso il luogo di incidentalità mortale. Le casistiche ambientali di pericolo sono multiple, come ci spiega il presidente di FedercamminacittàVito De Russis che riassume così: Per tutto questo, nemmeno con il consistente aiuto della pesante crisi (forte calo di consumo carburante denunciato dai petrolieri nostrani) abbiamo raggiunto l'obiettivo della riduzione del 50% dei morti nel 2010 rispetto al dato del 2001: ci siamo fermati al 44%. Ben 12 Stati della UE hanno registrato un risultato migliore del nostro: n. 8 sopra o pari al 50% e n. 4 tra il 46% ed il 49,4%. Perugia è purtroppo una delle 4 città da noi (FLG/SENTINELLE) segnalate per grave (assurda) situazione della manutenzione stradale ed in particolare degli attraversamenti pedonali ove non esistenti spesso descriverei come "fantasiosi" (in mezzo a curve, doppie triple strisce, interrotte al centro della strada....e oltre ogni fantasia) e spesso a due passi da Polizia e Questura. Ma è lecito chiedersi ....con tale verbale di incidente non si dovrebbe procedere d'ufficio come già da sentenze di cassazione emesse, per corresponsabilità degli Enti preposti per mancata manutezione stradale?(!) VIGILI URBANI: non è forse loro compito e dovere di servizio segnalare il rischio determinato da segnaletica inadeguata (come per le buche..) ? E non è compito delle procure accertare tali dinamiche o omissione sistematica? Certo...poi il verbale stilato dagli stessi sà di sorta di lavaggio delle mani alla Ponzio Pilato...peccato che sembrano lavarsele quando già sono sporche di sangue!
Mary Mancinelli
presidente FISICO e-mail: umbria.sentinelle@gmail.com
lunedì 4 luglio 2011
DAL CORRIERE DELL'UMBRIA DEL 4 /07/ 2011
Metrò nella holding, si parte.
L’assessore Ciccone annuncia l’iter. L’amministratore Spinelli: “Puntare su risparmio e servizi”. Per il Comune 4,5 milioni in meno di spese ma c’è il rischio svalutazione.
PERUGIA03.07.2011
Novità in arrivo Il minimetrò verso la holding
Il minimetrò parte per il suo viaggio più importante, l'entrata nella holding regionale dei trasporti, la neonata Umbria mobilità. L'annuncio dell'assessore alla mobilità Roberto Ciccone è stato di un tempismo quasi perfetto, proprio nel giorno della conferenza stampa su un bilancio non proprio semplice per la nuova azienda che accorpa linee bus di tutta l'Umbria e si prefigge di diventare il contenitore di tutti i vettori trasportistici regionali. Senonché, stanti le dichiarazioni dell'amministratore delegato, oggi amministratore unico, Nello Spinelli, il minimetrò è tra le infrastrutture più efficienti, sul fronte del trasporto pubblico locale (tpl), per costi e numero di passeggeri paganti annui. Numeri a sei zeri, e in crescita, di viaggiatori l'anno, dicono le stime, con costi d'esercizio pari a circa 4,5 milioni di euro: e sarà proprio questa cifra che andrà a carico di tutta la comunità regionale attraverso l'annessione da parte di Umbria mobilità. Restano i capo al Comune i ratei dei mutui contratti per farlo il minimetrò: 110 milioni di euro, uno più uno meno, che costano anche questi per oltre 4 milioni ogni dodici mesi. Esborsi questi che Palazzo dei Priori dovrà continuare a garantire. Ma c’è un ma: il valore potenziale di quello che molti degradano dileggiando a “bruco mela”, per un’attitudine tutta perugina a svalutare quello che si possiede, rischia la svalutazione e l’errore di cui sopra in grande potrebbe essere imputato alla stessa amministrazione comunale. Il pericolo cioè di una fusione a freddo un po’ troppo affrettata, è di buttare nel mucchio delle pepite d’oro che poi vengono valutati al massimo come quarzo. Per l’assessore di turno è una questione di equità “Era un passaggio che il Comune di Perugia auspicava da tempo - spiega Ciccone - perché il minimetrò deve essere considerato alla stregua di tutti gli altri mezzi di trasporto regionali, visto che trasporta il triplo ad esempio dei passeggeri che può vantare la ferrovia centrale, senza considerare l’innovazione come mobilità alternativa che rappresenta in Italia e nel mondo”. I tempi per i primi atti? Entro la fine dell’anno. L’assessore regionale ai Trasporti, il “peruginissimo” Silvano Rometti, rimbalza il suo sì all’operazione. Nello Spinelli, neoamministratore unico della spa, è abituato a fare i conti. Ed è laconico come sempre. “L’obiettivo dell’azienda unica - dice - è condivisibile se orientato a economia di scala, a una riduzione dei costi, e miglioramento dei servizi”. Operazione della holding sino ad ora ha riguardato aziende pubbliche: tutto sommato facile sul fronte giuridico. Tuttavia la minimetrò è società per azioni dove c’è una “vera” componente privata, dunque il percorso si annuncia più complesso, sia sul fronte delle procedure che sul fronte economico-finanziario. I tempi saranno lunghi e complessi, da affrontare con oculatezza. Sino ad ora - per tradurre Spinelli - siamo alle enunciazioni politiche che non possono non mettere tutti d’accordo. Il varo nodo ancora da sciogliere è la giusta pesatura dell’ambaradan. Va valutato valore della società e il Comune ne è proprietario del 70%. C’è una convenzione fino al 2038 - alla fine navette e binari saranno di proprietà del Comune stesso - poi c’è un centro commerciale che idem, alla fine, diventerà di proprietà di Palazzo dei Priori. Cosa significa in termini di governace? Se Comune porta una quota così imponente nella società regionale, l’assetto di Umbria mobilità verrà rivoluzionato. Eppoi quanto sarà valutato fra trent’anni tutto questa “pòpò” di roba? Infine non sarà che dietro a tutto c’è quel volar tirare la cinghia a dispetto di tutto? Il diritto al contributo da parte della regione al Comune di Perugia per il minimetrò, è un diritto cosiddetto “inalienabile”, previsto dalla legge, che arriva come storno del fondo nazionale: che ne sarà di questi soldi, resteranno assegnati al capoluogo oppure verranno risparmiati da Palazzo Donini
Alessandro Antonini
L’assessore Ciccone annuncia l’iter. L’amministratore Spinelli: “Puntare su risparmio e servizi”. Per il Comune 4,5 milioni in meno di spese ma c’è il rischio svalutazione.
PERUGIA03.07.2011
Novità in arrivo Il minimetrò verso la holding
Il minimetrò parte per il suo viaggio più importante, l'entrata nella holding regionale dei trasporti, la neonata Umbria mobilità. L'annuncio dell'assessore alla mobilità Roberto Ciccone è stato di un tempismo quasi perfetto, proprio nel giorno della conferenza stampa su un bilancio non proprio semplice per la nuova azienda che accorpa linee bus di tutta l'Umbria e si prefigge di diventare il contenitore di tutti i vettori trasportistici regionali. Senonché, stanti le dichiarazioni dell'amministratore delegato, oggi amministratore unico, Nello Spinelli, il minimetrò è tra le infrastrutture più efficienti, sul fronte del trasporto pubblico locale (tpl), per costi e numero di passeggeri paganti annui. Numeri a sei zeri, e in crescita, di viaggiatori l'anno, dicono le stime, con costi d'esercizio pari a circa 4,5 milioni di euro: e sarà proprio questa cifra che andrà a carico di tutta la comunità regionale attraverso l'annessione da parte di Umbria mobilità. Restano i capo al Comune i ratei dei mutui contratti per farlo il minimetrò: 110 milioni di euro, uno più uno meno, che costano anche questi per oltre 4 milioni ogni dodici mesi. Esborsi questi che Palazzo dei Priori dovrà continuare a garantire. Ma c’è un ma: il valore potenziale di quello che molti degradano dileggiando a “bruco mela”, per un’attitudine tutta perugina a svalutare quello che si possiede, rischia la svalutazione e l’errore di cui sopra in grande potrebbe essere imputato alla stessa amministrazione comunale. Il pericolo cioè di una fusione a freddo un po’ troppo affrettata, è di buttare nel mucchio delle pepite d’oro che poi vengono valutati al massimo come quarzo. Per l’assessore di turno è una questione di equità “Era un passaggio che il Comune di Perugia auspicava da tempo - spiega Ciccone - perché il minimetrò deve essere considerato alla stregua di tutti gli altri mezzi di trasporto regionali, visto che trasporta il triplo ad esempio dei passeggeri che può vantare la ferrovia centrale, senza considerare l’innovazione come mobilità alternativa che rappresenta in Italia e nel mondo”. I tempi per i primi atti? Entro la fine dell’anno. L’assessore regionale ai Trasporti, il “peruginissimo” Silvano Rometti, rimbalza il suo sì all’operazione. Nello Spinelli, neoamministratore unico della spa, è abituato a fare i conti. Ed è laconico come sempre. “L’obiettivo dell’azienda unica - dice - è condivisibile se orientato a economia di scala, a una riduzione dei costi, e miglioramento dei servizi”. Operazione della holding sino ad ora ha riguardato aziende pubbliche: tutto sommato facile sul fronte giuridico. Tuttavia la minimetrò è società per azioni dove c’è una “vera” componente privata, dunque il percorso si annuncia più complesso, sia sul fronte delle procedure che sul fronte economico-finanziario. I tempi saranno lunghi e complessi, da affrontare con oculatezza. Sino ad ora - per tradurre Spinelli - siamo alle enunciazioni politiche che non possono non mettere tutti d’accordo. Il varo nodo ancora da sciogliere è la giusta pesatura dell’ambaradan. Va valutato valore della società e il Comune ne è proprietario del 70%. C’è una convenzione fino al 2038 - alla fine navette e binari saranno di proprietà del Comune stesso - poi c’è un centro commerciale che idem, alla fine, diventerà di proprietà di Palazzo dei Priori. Cosa significa in termini di governace? Se Comune porta una quota così imponente nella società regionale, l’assetto di Umbria mobilità verrà rivoluzionato. Eppoi quanto sarà valutato fra trent’anni tutto questa “pòpò” di roba? Infine non sarà che dietro a tutto c’è quel volar tirare la cinghia a dispetto di tutto? Il diritto al contributo da parte della regione al Comune di Perugia per il minimetrò, è un diritto cosiddetto “inalienabile”, previsto dalla legge, che arriva come storno del fondo nazionale: che ne sarà di questi soldi, resteranno assegnati al capoluogo oppure verranno risparmiati da Palazzo Donini
Alessandro Antonini
venerdì 24 giugno 2011
UTILE UMBRIA ACQUE
QUESTO E' L'UTILE FATTO DA UMBRIA ACQUE PER L'AMMO 2010 PER FORTUNA CHE SI VANNO A CHIEDERE SEMPRE PIU' SOLDI E SE L'AZIENDA ERA IN PERDITA QUANTO AVREMMO DOVUTO PAGARE ?
Anonimo (Zeta) ha detto...
allora diciamola tutta: il "caso Umbriacque" e modalità di gestione e spartizione utili in un paese normale si ravviserebbero subito "azioni di apologia di reato"..abuso d'ufficio e svariate "cosucce"...sicuramente contrario al "Diritto alla Buona Amministrazione Pubblica" valore di Legge in tutti gli Stati apparteneti all'EU oltre al diritto di uguaglianza di cittadinanza, qua è purtroppo percepita come "cosa e niente", al massimo entra nelle discussioni politiche e la si chiama sminuendo così di fatto il problema (come da pratica mafiosa), questione morale? (!) Oltre andare in netta contrapposizione al recente referendum che ha riconosciuto in sostanza l'acqua bene pubblico e quindi di gestione pubblica ma se poi proprio il "pubblico" adotta sistemi ben più pesanti disomogenei e indemocratici dei privati, di "cosa si tratta"? diZeta
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